La prima scuola

La scuola primaria Clarina di Trento (IC Trento 4) insieme alla scuola Europa di Rosignano Solvay e la scuola Santa Caterina di Mazzara del Vallo, a seguito della partecipazione al bando “La prima scuola”, sono impegnate nel progetto “Utopie elementari e di confine”. Il progetto prevede che bambine e bambini delle classi coinvolte immaginino e costruiscano le rispettive “utopie” – paesaggi immaginati e desiderati in cui vivere bene – scambiandosi doni e informazioni sui propri paesaggi originari e di vita. Utopie elementari e di confine è un laboratorio filosofico incentrato sulla rielaborazione di un’utopia da parte dei bambini. In particolare, dati i contesti coinvolti si tratta di sviluppare “utopie di confine”, con l’obiettivo filosofico di valutare la distanza tra ciò che siamo e ciò che vorremo essere. Si parte dalla costruzione di una sorta di cassetta delle lettera che mette in moto una corrispondenza intra-classe prima e inter-classe poi. La lettura dei messaggi, la correzione e l’analisi dei comportamenti e delle dinamiche relazionali sarà oggetto di una fase di studio da parte degli educatori che cercheranno di comprendere eventuali resistenze o difficoltà del gruppo classe. Il discorso sull’immaginazione di una città utopica si sviluppa anche attraverso un dibattito aperto tra bambini per fare in modo che ogni bambino si abitui a prendere posizione su certe questioni. Produzione di oggetti che possano aiutare nella descrizione di questa utopia. Incontro tra formatori e genitori degli alunni. Il laboratorio critica l’idea di scuola che sa solo imbottire le menti di nozioni. Per usare le parole degli educatori proponenti, il, il laboratorio “sollecita le tendenze a problematizzare: in tal senso si ritiene fondamentale l’esercizio ad immaginare possibilità diverse dal reale, a pensare come potrebbero andare diversamente le cose, a ragionare in termini controfattuali, a valutare il quasi e le possibilità alternative di mettersi alla prova per apprendere”.